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TI RACCONTIAMO QUALCOSA DI NOI

la parola al PRESIDENTE

C’è un momento, ogni anno, in cui mi fermo a guardare indietro. Non per nostalgia, ma per capire davvero dove ci sta portando questo viaggio iniziato tanto tempo fa con pochi amici, tante idee e un grande desiderio: creare uno spazio di mare accessibile, sicuro e autentico, in cui ogni persona potesse trovare il proprio posto. Quest’anno quel viaggio cambia forma. Per la prima volta, alcuni nostri allievi diventeranno istruttori. Sono persone che abbiamo visto arrivare in punta di piedi: chi per curiosità, chi per sfida personale, chi perché il mare era sempre stato un desiderio un po’ troppo lontano. Oggi sono pronti a mettersi dall’altra parte del timone e a guidare altri nel loro stesso percorso. E questo, più di ogni trofeo o riconoscimento, per noi è una conquista enorme. Molti di loro sono persone con disabilità, e forse proprio per questo il loro cammino ha una forza speciale. Hanno trovato nella vela un luogo di libertà, e nella nostra associazione un contesto in cui la differenza non è mai un ostacolo, ma un punto di partenza da cui costruire possibilità. Vederli diventare istruttori significa sapere che ciò che facciamo funziona davvero. E mentre loro crescono, cresce anche la nostra realtà. Il 2026 sarà un anno importante, forse il più importante finora. Il 19, 20 e 21 giugno ospiteremo nel Golfo di Trieste il primo Campionato Italiano UISP di vela per cabinati. È un’occasione straordinaria non solo per lo sport, ma per il messaggio che porta: che il mare può essere casa per tutti. Ospiteremo inoltre il primo corso di formazione per istruttori di vela UISP con specializzazione sulla disabilità, un percorso che nasce dalla nostra esperienza sul campo e che metterà in circolo competenze che per troppo tempo sono rimaste patrimonio solo di poche realtà. Riproporremo la seconda edizione di “Prima Vela”, dedicata ai ragazzi con disabilità non grave, e continueremo con i nostri corsi di avvicinamento e corsi base per chi vuole iniziare il proprio cammino in mare con serietà e sicurezza. Insieme alle associazioni del territorio organizzeremo open day degli sport di mare, perché crediamo che la porta d’ingresso allo sport debba essere larga abbastanza da accogliere tutti. E non ci fermeremo qui. Quest’anno avvieremo anche un progetto scientifico dedicato alle persone che hanno subito amputazioni, con l’obiettivo di costruire linee guida chiare e sicure per chi desidera avvicinarsi alla vela dopo un trauma. È un lavoro complesso, ma importante: vogliamo che il mare sia davvero per tutti, e questo passa anche attraverso la conoscenza. Grazie ai nuovi istruttori e alla nuova barca sociale Carlotta, potremo aumentare i posti nei corsi e dare l’opportunità a più persone di vivere il mare con competenza e serenità. E abbiamo un sogno che stiamo trasformando in progetto: portare i nostri soci con disabilità nel mondo delle regate, dalle competizioni locali fino ai contesti più impegnativi e prestigiosi. Non per dimostrare qualcosa, ma perché il talento merita una strada per crescere. Continuare a costruire partnership solide — con associazioni, realtà del territorio, professionisti e stakeholder che già ci sostengono — è parte della nostra rotta. Ma stiamo anche lavorando a un obiettivo ancora più grande: creare, nel tempo, un polo permanente per la vela inclusiva, un luogo in cui formazione, ricerca e pratica sportiva convivano per generare cultura, innovazione e nuove possibilità. Se ci stai leggendo e ancora non ci conosci, spero che queste righe ti abbiano fatto intuire chi siamo davvero: una squadra che crede profondamente nelle persone, nella qualità del proprio lavoro e nella potenza dello sport vissuto con serietà e passione. Se invece ci conosci già, ma è da un po’ che non ci vedi, sappi che il mare è sempre lì, e noi pure. Con qualche novità in più, certo. E con la stessa voglia di accoglierti, come sei. A presto, Il Presidente Enrico Bearzi

la STORIA dell'Associazione raccontata dai FONDATORI:

La nostra Associazione è nata quasi per caso, ma da una convinzione profonda, fin dal primo giorno. Era il 29 aprile 2021, eravamo al porto di Grignano: quattro amici con una passione sfrenata per il mare e per la vela, tutti con alle spalle una vita trascorsa tra vento e onde. Avevamo tutti anche un'altra caratteristica che ci accomunava, tutti dovevamo fare i conti quotidianamente con la disabilità, chi perchè la viveva sulla propria pelle chi perchè aveva la responsabilità di assistere un familiare.   Tutti e quattro avevamo avuto modo di sperimentare in modo diretto quanto il mare possa cambiare la vita, fisicamente e mentalmente, ma anche delle maggiori difficoltà di accesso che, chi viveva una situazione come la nostra, deve affrontare. Questo ci ha dato una consapevolezza tanto semplice quanto profonda: La vela insegna a gestire le difficoltà, e questa è una lezione che va ben oltre la barca, ma per poterla apprendere in barca devi poterci salire. ​Ci siamo detti: migliorare la situazione è una responsabilità di tutti e vogliamo fare la nostra parte! Vogliamo condividere la nostra esperienza con chi, come noi, affronta  sfide quotidiane. ​Così, con tanto entusiasmo e qualche incertezza, siamo partiti. ​Ma la strada non è stata facile, te lo posso garantire! Sai qual è stato uno dei problemi più grandi? I pregiudizi. Da una parte c'era chi ci guardava dall'alto in basso, come se fossimo dei velisti di rango minore, che dovevano stare lontano dai contesti velici agonistici di rilievo . Dall’altra, c’erano quelli che, sia pur con la migliore delle intenzioni, ci facevano pesare ancora di più la nostra condizione, offrendoci un giretto in barca, al di fuori della regata come atto caritatevole per alleviare le pene  di chi è stato meno fortunato. ​Questo ci ha spinto ancora di più a voler dimostrare che avevamo tanto da dare e da insegnare, non solo da ricevere. ​Abbiamo cominciato a mappare le possibilità, le offerte del territorio, ed a riunire le persone che, come noi, non erano disposti ad arrendersi senza averci provato fino in fondo con tutto l'impegno possibile;  e lì è successa la magia, abbiamo iniziato a pensare come un equipaggio che si aiuta e sostiene, e non più come singoli che devono far fronte a qualcosa più grande di loro. ​Pian piano, sono arrivate le prime collaborazioni, e con esse anche i primi timidi supporti istituzionali. Uno dei traguardi più importanti? La collaborazione con la Fondazione DECATHLON ed il Comitato Paralimpico Italiano com. reg. FVG; un vero riconoscimento della nostra serietà e del valore del nostro progetto. Certo, non sono mancate le difficoltà. Il 2024, ad esempio, ci ha messo a dura prova con un meteo imprevedibile che ha minacciato più volte di far saltare le nostre attività. Ma la ciliegina sulla torta è stata la Barcolana 56, dove, anche grazie alla Scuola Nautica Friuli,  siamo riusciti a dimostrare che, nonostante tutto, siamo qui per restare e per fare la differenza. ​Siamo partiti con l’idea di generare un impatto positivo, e non ci fermeremo finché non avremo aperto questo mondo a chiunque ne possa trarre beneficio. Ecco, è così che siamo arrivati fin qui. E guarda, siamo solo all'inizio!

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​​​​"Amiamo il Mare, andiamo in Barca, il più possibile; ci alleniamo e facciamo Regate; apriamo le  nostre porte durante gli Open-days, condividiamo la nostra esperienza con i Campus, Convegni e le Conferenze; collaboriamo con gli altri Enti che condividono i nostri Valori; ma soprattutto abbiamo scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno perchè crediamo che nostre abilità contino più delle nostre disabilità"

GUARDARE OLTRE:
La nostra
VISIONE di inclusività 

Quando parliamo di invalidità, non ci fermiamo a una diagnosi o a una limitazione fisica. Seguiamo l’approccio della ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health), che vede l’invalidità come una condizione peculiare, non una mancanza da colmare ad ogni costo.

È l’interazione tra una persona e il mondo intorno a lei che determina il suo livello di funzionamento.

Per noi, ogni individuo è molto più della sua condizione di salute: è un insieme di potenzialità che possono esprimersi pienamente in un ambiente che sappia valorizzarle. La nostra missione è abbattere le barriere, siano esse fisiche, sociali o culturali, che trasformano una difficoltà in un handicap.

Ad esempio, una persona con difficoltà motorie può trovarsi a disagio in un mondo progettato senza pensare alla diversità. Noi crediamo che l’handicap non sia una caratteristica della persona, ma il risultato di un ambiente poco inclusivo.

La nostra risposta? Creare contesti e attività in cui queste barriere spariscano, restituendo a ogni individuo il diritto di partecipare pienamente alla vita sociale, sportiva e culturale.

Come ci distinguiamo?

Invece di cercare soluzioni per la “disabilità”, ci concentriamo sulla rimozione degli ostacoli. Ciò significa progettare attività che non siano semplicemente adattate, ma pensate fin dall’inizio per essere inclusive.

Crediamo che:

  • L’invalidità sia una parte naturale della diversità umana. Non un limite, ma un punto di partenza per costruire nuove opportunità.

  • L’handicap sia una barriera esterna, non una condanna. Un ostacolo che può essere superato con l’impegno e la collaborazione.

Con questo approccio, ci distinguiamo perché guardiamo alla persona e al suo potenziale, non alla sua diagnosi. Ogni nostro progetto – dalla vela alle crociere, fino ai campus inclusivi – è costruito per creare possibilità, non per “adattare” difficoltà.

Un cambio di prospettiva

Non si tratta di “aggiustare” le persone, ma di creare un mondo che sia pronto ad accogliere tutti. Rimuovendo gli ostacoli, dimostriamo che l’inclusione non è un favore, ma un'opportunità per tutti e che la vera forza di una COMUNITA' sta nel suo saper valorizzare ogni suo membro, indipendentemente dalla sua condizione.

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